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06 dic 2017

La scoliosi

Dottoressa Babbi cosa si intende per scoliosi?

La scoliosi è una deformità vertebrale che può comparire nell'età dello sviluppo scheletrico oppure nell'età adulta per fenomeni degenerativi: essa si presenta come una deviazione laterale della colonna con rotazione sul suo asse. La comparsa della scoliosi non è necessariamente associata a patologie sindromiche o congenite (cioè presenti dalla nascita), infatti in età giovanile può compare anche in soggetti sani: in questo caso si parla di scoliosi idiopatica o dell'adolescenza (l'80% di tutte le scoliosi), della quale non si conosce con esattezza la causa. Sicuramente sappiamo essere di tipo multifattoriale su base genetica in cui si ereditano alcuni fattori predisponenti allo sviluppo di una scoliosi durante l'adolescenza o la pre-adolescenza, quindi tra i 9-10 fino ai 14-15 anni. Vi è poi una forma di scoliosi che compare nell'adulto in seguito a degenerazioni del disco intervertebrale e dei legamenti (dunque una sofferenza della colonna vertebrale come struttura) che può evidenziarsi anche con una rotazione della colonna evidenziando quindi una scoliosi degenerativa.

Come si fa a osservare una scoliosi?

Bisogna prima di tutto effettuare una valutazione clinica, cioè controllare il paziente, soprattutto se si trova nella fascia d'età adolescenziale. In questo periodo della vita, la diagnosi precoce è fondamentale: osservare la scoliosi sin dai primi segni è importante per poterne arrestare l'evoluzione. Non si può parlare di prevenzione. Non esistono farmaci specifici o una determinata attività fisica che eviti la comparsa di questa deformità. Prima viene diagnosticata la patologia, meglio la si può trattare, impedendone un ulteriore aggravamento e quindi un peggioramento della qualità della vita del paziente. La diagnosi precoce va fatta quindi negli anni dello sviluppo; tenuto conto che l'80% delle scoliosi compare nell'adolescenza, è necessario che i ragazzi vengano visti dai pediatri, dai medici o indagati dai genitori stessi, soprattutto in età compresa tra i 9 e i 10 anni fino ai 13-14 anni. Tenuto conto che le femmine hanno uno sviluppo più veloce mentre i maschi più tardivo, questo è comunque il range di età da tenere in considerazione.

La scoliosi quando esordisce, soprattutto durante il periodo di crescita rapida dell'adolescenza, evolve indipendentemente da ciò che noi facciamo. Qualche volta, nelle forme più aggressive, anche con l'uso di corsetti: alcune curve peggiorano anche all'interno del corsetto: in tal caso bisogna prendere atto che l'unica soluzione sia chirurgica.

Nel momento in cui vi sia il dubbio di uno sbilanciamento del tronco, bisogna chiaramente richiedere il consulto del medico di famiglia o dello specialista il quale valuterà se effettuare un esame radiografico.

Quali sono quindi gli esami strumentali più indicati per la diagnosi?

Ancora oggi la radiografia in piedi nelle due proiezioni della colonna rappresenta l'unico strumento reale per porre una diagnosi certa di scoliosi.

Quali sono i trattamenti?

Le scoliosi minori, quelle al di sotto dei 20 gradi, vengono tenute in osservazione; quando superano i 20 gradi, si deve cominciare una cura ortopedica con un corsetto che ne contenga l'evoluzione. Se si lasciasse il tronco libero di crescere e di ruotare su sé stesso, la scoliosi tenderebbe a progredire naturalmente. Viceversa se si pone un blocco esterno sul tronco, a livello lombare o toracico, potremmo ridurre questa tendenza a peggiorare e fermare la progressione delle curve. Bisogna tenere conto che l'80% delle curve al di sotto dei 30 gradi consentono una vita adulta normale, senza un effettivo peggioramento della scoliosi nell'età adulta. Solo 1 paziente su 5, quindi, tende lentamente a peggiorare. Se, al contrario, lasciamo che la scoliosi diventi più grave e superi quindi i 30-35 gradi, a quel punto l'80% tenderebbe a peggiorare nell'età adulta: avremmo quindi delle curve che, nell'età giovanile, non darebbero comunque grandi problemi ma che sicuramente tenderanno a evolvere nell'età adulta. Riconoscere precocemente una curva a 20 gradi, consente ovviamente di tenerla più facilmente al di sotto dei 30 gradi con un trattamento conservativo, e poter garantire ai ragazzi, a fine crescita e una volta tolto il busto, una vita normale. Se invece si effettua una diagnosi tardiva, con curve superiori ai 30-35 gradi, avremo un trattamento con corsetto meno efficace, meno attivo e con il rischio poi di osservare un aggravamento progressivo (oltre 45-50 gradi) delle curve, che a quel punto andrebbero trattate chirurgicamente. Il trattamento conservativo della scoliosi si basa quindi sull'uso di corsetti ortopedici di vario tipo, coadiuvati dalla ginnastica posturale. A questo proposito, è fondamentale, per avere un corsetto efficace, che siano rispettate tre condizioni:

  • Che venga prescritto il corsetto giusto al momento giusto, dal medico
  • Che venga costruito in modo corretto ed efficace, dal tecnico ortopedico
  • Che venga indossato

Quali sono gli sport più indicati?

Non esiste uno sport dedicato e specifico che possa aiutare nella correzione della scoliosi o nella prevenzione. Ovviamente gli sport più asimmetrici (che tendono a favorire lo sviluppo maggiore di un lato del corpo, tipo tennis o scherma), se svolti a livello agonistico, possono avere una controindicazione perché potrebbero sbilanciare ulteriormente il tronco: se svolti invece a livello amatoriale non creano particolari problemi. Sono preferibili ovviamente quegli sport simmetrici (tipo nuoto, atletica, ginnastica, anche pallavolo o basket) che tendono a coinvolgere tutti i muscoli del corpo")

Perché, secondo lei, vengono fatte troppe diagnosi tardive?

Un tempo, all'interno delle scuole si osservavano i ragazzi attraverso progetti di screening. Oggi, purtroppo, ciò non si verifica più e, ad esempio in USA, ha portato a triplicare il numero di interventi chirurgici per scoliosi e triplicare quindi anche le possibili complicazioni. Anche solo in una prospettiva di costi per la sanità, appare molto più conveniente effettuare screening o comunque osservazioni posturali nelle scuole piuttosto che aspettare di scoprire le curve quando sono già troppo gravi. In quest'ottica, in Italia, si è costituita una fondazione formata da pazienti e famigliari, che sta cercando di stimolare ed aggiornare gli operatori scolastici a eseguire osservazioni posturali annuali in modo da segnalare alle famiglie i casi dubbi da sottoporre all'attenzione del medico.

Si tratta della Fondazione Scoliosi Italia onlus, di cui il Dr Marco Brayda-Bruno è coordinatore scientifico. Il dr Brayda-Bruno, specialista del trattamento conservativo e chirurgico della scoliosi da oltre tre decenni, del cui team di specialisti faccio parte io stessa, promuove fortemente campagne di osservazione posturale nelle scuole, poichè ritiene rappresentino il metodo più efficace per controllare i ragazzi nell'età a rischio su larga scala.