Arte a Villa Verde

La presenza di quadri su tela per i corridoi, fotografie appuntamenti ed eventi culturali fanno ormai parte della vita della casa di cura Villa Verde.

Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere testimonianze da pazienti e da frequentatori della clinica privata del gradimento delle varie iniziative e di quanto rallegrino l'ambiente ospedaliero.

Per questa ragione Villa Verde continuerà, di pari passo agli investimenti tecnologici per la qualità del servizio di assistenza sanitaria offerta e la sicurezza del paziente, ad una umanizzazione dell'ambiente in cui deve soggiornare e cercheremo di lenire lo stato di sofferenza anche grazie a continui stimoli culturali.

Già da diversi anni è attiva la collaborazione con il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, che abbellisce i corridoi della struttura con quadri su tela e servizi fotografici in esposizione per qualche mese.

Diverse sono anche le sale conferenze organizzate negli atri della Casa di Cura, che hanno avuto un forte richiamo di pubblico per l'interesse degli argomenti e la bravura dei relatori.

Numerose infine sono le collaborazioni con cooperative sociali, a testimonianza dell'impegno solidale della Casa di Cura nei confronti del panorama reggiano. Da ultimo i quadri dei ragazzi della cooperativa "Il Villaggio" affissi nel reparto di radiologia, sono una bella macchia di colore che ravviva i muri delle sale di attesa. 

Prossimo appuntamento:

"Declinazioni Liquide"

Il 2018, iniziato con la bella mostra personale del fotografo Riccardo Varini, prosegue ora proponendo all'attenzione del pubblico le due mostre personali di Sara Giuberti e Guido Ferrari, racchiuse nel titolo Declinazioni liquide,  con le quali si vuole mettere al centro della scena una tecnica meno esplorata e diffusa, quella dell'acquerello. Negli spazi espositivi al piano terra e al piano interrato saranno esposte in tutto una ventina di opere  selezionate e rappresentative del lavoro dei due autori.

Le ricerche di Sara Giuberti, di cui vediamo esposta una bella serie dedicata al paesaggio invernale colto nella sua dimensione più lirica, sono caratterizzate dalla mancanza quasi totale del disegno. Il colore, steso sulla carta bagnata, viene lasciato (apparentemente) libero di vagare e di creare suggestioni,  spingendo l'immaginazione a vedere oltre l'assenza di forme definite e invitando ad immergersi in uno stato emozionale evocato dalla capacità dell'artista di governare le combinazioni e le fusioni liquide tra i diversi toni di colore.Scrivono le curatrici: "La condizione che accomuna tutte le composizioni di Sara è un assordante silenzio contemplativo interrotto, solo talvolta, dall'impressione di sentirsi sfiorare dal gelido sibilo del vento che strapazza gli arbusti in lontananza , i soli elementi figurativi che, evocati da sfaldature di colore o da pochi tocchi di pennello, compaiono in scena". Come ci racconta Sara, che vive a Boretto, ella ama recarsi sull'argine del Grande Fiume nei momentidi massima quiete, e qui si rigenera e nutre la sua creatività sentendosi parte di qualcosa che travalica le dimensioni quotidiane. Alcune delle sue opere prendono forma in questi momenti, direttamente sulla sponda del fiume.  

Nella selezione di opere che qui espone Guido Ferrari, ci appare subito evidente quale sia il fulcro di tutta la sua ricerca. Lo studio delle luci, dei colori e l'equilibrio della composizione sono la forza motrice al servizio della quale la forma si esprime in tutte le sue possibili declinazioni. Negli scenari naturali resi attraverso pochi ma efficaci elementi,  ed in particolare nel tema ricorrente degli scorci cittadini, che talvolta Guido ama scomporre evocando le correnti artistiche del primo Novecento, come scrivono le curatrici nella presentazione in catalogo "l'autore non transige a proposito della sintesi del racconto e della freschezza nell'esecuzione,  stendendo le varie tonalità di colore in modo immediato e senza ripensamenti, e conferendo alla tavolozza prescelta una sua precisa funzionalità in termini fisici ed emotivi". Ci racconta Guido che per lui è fondamentale la velocità dell'esecuzione perché solo in questo modo egli  "sente" di aver colto e rappresentato un istante, un momento luce, un frammento di vita unico ed irripetibile.

La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile 2018, dal lunedì alla domenica, dalle 8.00 alle 19.00

Ingresso libero