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15 giu 2018

Morire di crepacuore ? La relazione pericolosa fra cuore e cervello

Intervista alla Dottoressa Maria Cristina Ferretti

Da sempre il cuore è considerato epifenomeno simbolico delle sofferenze della psiche.

Non solo il sentire comune associa cuore e sentimenti,anche Letteratura e Medicina fin dagli albori hanno percepito questo profondo legame.

In tutte le culture sin dall'antichità, dai Sumeri agli Egizi ai Cinesi, si e' intuita l'interconnessione  fra le emozioni ed  il cuore e fra le emozioni e le ripercussioni sulla salute del muscolo cardiaco .

Il Pensiero Greco, fondamento della nostra civiltà occidentale, cercò di dare spiegazioni plausibili in tal senso, ritenendo il cuore sede dell'Anima e organo responsabile di molte se non tutte le funzioni vitali : Democrito e Platone credevano in una triplice anima. Una parte di essa si trovava nella testa ed era responsabile dell'intelletto, un'altra si trovava nel cuore e determinava la rabbia, la paura, la fierezza ed il coraggio, la terza parte si trovava nel fegato, o per lo meno nello stomaco, origine della libidine, dell'avidità, del desiderio e di tutte le passioni di basso livello. 

Aristotele discepolo di Platone e dei grandi filosofi naturali, era convinto che fosse il cuore ad essere la sede dell'intelletto

Anche la tradizione popolare ha sempre istintivamente collegato emozioni e cuore : i termini morire di crepacuore o morire di gioia sono noti a tutti, ed  ognuno di noi ricorda persone decedute improvvisamente in seguito ad un grande ed altrettanto improvviso evento luttuoso o gioioso.

Ma si può davvero morire di crepacuore ?

Ne parliamo con la dr.ssa Maria Cristina Ferretti ,Responsabile del Servizio di Cardiologia della Casa di Cura Villa Verde.

Oggi sappiamo che e' possibile. Le prime evidenze scientifiche in tal senso risalgono al 1990 e da allora in poi e' stato un susseguirsi di casi clinici e di dati. E' stato coniato il termine di Cardiomiopatia da Stress o Sindrome di Tako Tsubo  perché il primo  paziente a cui fu fatta diagnosi fu una donna giapponese  .

Cosa significa Tako Tsubo ?

Il nome fa riferimento al vaso  (tako) utilizzato dai pescatori giapponesi per la raccolta dei polipi (tsubo) dato che il cuore va ad assumere  una forma che lo ricorda molto.

Che cosa è  il Tako Tsubo?

E' una patologia acuta come l'infarto ma, mentre in quest'ultimo  i danni sono permanenti, nel Tako Tsubo si ha un recupero spontaneo  della contrattilità miocardica nell'arco di giorni o settimane dall'esordio.

Un'altra importante differenza  e' l'assenza  di lesioni critiche alle coronarie  mentre analogo ed elevato e' il tasso di mortalità  a breve termine  (2-5%) .

Chi ne è prevalentemente colpito?

Soprattutto le donne  dalla post menopausa in poi anche se il 9-10% sono uomini . Nella metà dei casi si associa a malattia neurologica o psichiatrica (depressione) e rappresenta il 2.2% di tutti i pazienti con presunta sindrome coronarica acuta.

Da quali sintomi è caratterizzata?

In analogia all'infarto del miocardio può esordire con dolore toracico retrosternale simil anginoso (~50% ) dispnea , shock cardiogeno  (5%).

L'80%  circa dei pazienti  riferisce un evento stressante (trigger) emotivo o fisico scatenante (incidente automobilistico, decesso improvviso di un parente stretto, intenso spavento, aspro litigio,trauma accidentale, procedure mediche invasive…) che  precede di minuti o di ore l'esordio del quadro clinico

Ed è proprio l'iperincrezione catecolaminergica stress indotta  a determinare una serie di eventi cascata che dal cervello  si ripercuotono sul cuore stordendolo, bloccando temporaneamente alcune sue  funzioni , facendogli assumere la tipica forma del vaso giapponese.

Come si fa la diagnosi ?

Vengono utilizzate le metodiche usuali :ecg, ecocardiogramma,  il dosaggio degli enzimi di citomionecrosi.

Può essere effettuata una coronarografia  che documenta l'assenza di lesioni critiche coronariche e , nei casi dubbi,anche la RMN cardiaca.

La terapia nella fase acuta è quella di supporto al quadro clinico di esordio mentre non vi sono evidenze particolari per una terapia specifica a lungo termine.

Morire di dolore ..ma si può morire anche di gioia ?

Oltre alla nota da sempre,  broken heart syndrome , è recentissima  la dimostrazione  che anche una  grande gioia improvvisa può avere un effetto nefasto e devastante sulla nostra salute . A marzo 2016 sul prestigioso  EUROPEAN HEART JOURNAL  e' comparso  un editoriale dal titolo Happy Heart Syndrome : role of positive emotional stress in tako tsubo syndrome ,che collega il tako tsubo  anche agli eventi stressanti positivi.

Allora siamo tutti a rischio se viviamo forti emozioni?

Ovviamente no. Statisticamente sono maggiormente  predisposte soprattutto donne in post menopausa e depresse. La depressione riconosciuta come un fattore atipico di rischio CV analogo però come gravità al fumo ,può determinare un calo dei  neutrofili  (già carenti per l'avanzare dell' età) deputati  a contrastare non solo i fenomeni infettivi ma anche a gestire lo stress.

Per rimarcare  collegamenti fra patologie cardiache e neurologiche ricordo che a gennaio 2016 sono stati pubblicati  sull'European Heart Journal i risultati preliminari di uno studio condotto dall'Istituto Monzino di Milano in collaborazione con la Cornell University di New York  che evidenziano come il  Polimorfismo BDNFVVal66Met  , comune e prevalente nei pazienti con infarto e depressione, predisponga  a iperreattivita' piastrinica e a condizioni che favoriscono infiammazione e coagulazione, elementi all'origine della trombosi arteriosa e quindi della sindrome coronarica acuta.

Cuore e cervello così apparentemente lontani nel nostro corpo  in realtà molto più vicini di quanto sembri….

Come vuole concludere Dottoressa Ferretti ?

All'insegna per quanto e' possibile del'  equilibrio psicofisico  citando in  proposito  il "mens sana in cor(pore)sano  di antica memoria  e riportando le parole di William Harvey, grande medico e scienziato Inglese che già nel 1628 scriveva "Ogni condizione della mente che comprenda dolore o piacere, speranza o paura, è causa di una agitazione la cui influenza si estende fino al cuore ".