Cos’è la diplopia?

Intervista al dottor Alessandro Gramoli

L’intervento di cataratta aumentando l’acuità visiva con l’asportazione del cristallino opaco, può avere, nel 3% dei casi circa, come complicanza post operatoria la comparsa di dipolopia, ovvero visione doppia, data dalla proiezione di un’immagine su punti retinici non corrispondenti.

In caso di strabismo il bambino sopprime la visione dell’occhio deviato, il paziente adulto sviluppa la visione doppia orizzontale e/o verticale.

La visione binoculare è la risultante della capacità di utilizzare contemporaneamente i due occhi dando una visione singola, quando le immagini degli oggetti cadono su zone retiniche corrispondenti.

La disparità di posizione dei due occhi da’ luogo alla stereopsi (stadio essenziale per la visione binoculare singola), ovvero la capacità di vedere gli oggetti a profondità e a distanze differenti.

Dott. Gramoli, cosa è bene fare prima di un intervento?

Oltre ai normali esami, in primis un’attenta anamnesi indagando su precedenti episodi di diplopia, eventi traumatici, familiarità per malattie oculari e non, difetti refrattivi .

E’ importante eseguire una valutazione ortottica per evidenziare eventuali deficit della visione binoculare

Quanti tipi di diplopia ci sono?

Le diplopie post operatorie si risolvono nel giro di circa 2 mesi, quando permangono sono circa il 2 per mille.

Esiste una diplopia monoculare causata da alterazioni corneali, da un decentramento della lente intraoculare impiantata (iol) o da un’ametropia non corretta perfettamente dalla iol, ma risolvendo la causa si ha visione binoculare.

La diplopia binoculare, che scompare quando si occlude un occhio, è causata da strabismo persistente, da alterazioni ottiche, da trauma chirurgico o anestesiologico.

Negli strabismi conclamati è bene operare prima la cataratta e in un secondo tempo sottoporsi ad un intervento di strabismo, ad eccezione dei soggetti affetti da miopatia miopica o da otalmopatia tiroidea.

A volte ci sono strabismi latenti che vengono scompensati dalla progressiva evoluzione della cataratta o al contrario dalla migliore visione dovuta alla sostituzione del cristallino con lente intraoculare artificiale.

Ci sono altre cause di diplopia nel post-operatorio?

Sì, per esempio quando insorgono malattie sistemiche come l’oftalmopatia tiroidea, la miastenia gravis, la distrofia miotonica, la malattia di parkinson, la paralisi del iv nervo cranico.

Ci sono particolari rischi in pazienti affetti da strabismo insorto nella puberta’ ?

Non ci sono problemi in caso di strabismo alternante, fissazione a volte con uno a volte con l’altro occhio. Invece se uno dei due occhi ha un visus molto ridotto rischia di sviluppare una diplopia rispetto a un soggetto che ha sempre avuto una buona acuità visiva bilaterale.

Quando si opera l’occhio che ha sempre fissato , non c’è problema . Se si operasse l’occhio deviato, il rischio di diplopia sarebbe elevato, per cui bisogna valutare attentamente l’eventuale effettuazione dell’intervento.

In ogni caso la chirurgia della cataratta provoca una variazione , anche se in meglio, dell’equilibrio presente e complesso dei 2 occhi, scompensando a volte la fusione delle immagini.

Bisogna prestare molta attenzione ai soggetti con anisometropia, accentuata differenza del difetto visivo fra un occhio e l’altro.

Quando si ha una visione binoculare normale non ci sono controindicazioni, in caso contrario operare l’occhio con il difetto maggiore aumenta il rischio di diplopia post operatoria.

Ci sono rischi legati alla chirurgia stessa o all’anestesia?

Il rischio è quasi assente quando l’anestesia è topica, ovvero con gocce di collirio, o peribulbare.

Nel caso di anestesia retrobulbare, oggi usata pochissimo, si ha un rischio del 3-5 per mille, che a volte si risolve nel tempo.

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