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“Il valore della donazione: dal dono del tempo alla donazione estrema”

Con i saluti della presidente del Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto” Anna Paglia Leandri, del vice sindaco di Reggio Emilia Matteo Sassi e del pro rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, nonché presidente del Rotary Club locale, Riccardo Ferretti si è aperto oggi, presso l’Aula Magna dell’ateneo reggiano, il convegno dedicato ad approfondire il tema della donazione, intesa come vocazione al servizio e declinata secondo la visione laica e confessionale.
Molti i giovani in sala, tra cui anche i ragazzi del Liceo artistico “Chierici” e dell’Istituto superiore “Galvani-Iodi” di Reggio Emilia i quali, in particolare, avevano allestito un punto informativo del progetto “Accendiamo la vista”, sostenuto dal Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto” promotore del convegno insieme alla Fondazione Guido Franzini Onlus, il cui obiettivo è la raccolta di occhiali usati che, una volta rigenerati, vengono donati alle persone bisognose.
La sequenza degli interventi, coordinati dal giornalista Luigi Vinceti, si è aperta con la relazione di monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, che, rivolgendosi in particolare ai ragazzi, ha proposto una profonda riflessione sulla capacità di pensare e di amare dell’uomo e della donna “facoltà che ci permettono di aprirci agli altri, i quali ci possono aiutare e ci fanno crescere, anche quando ci procurano sofferenza, perché la vita è un dono, va vissuta come dono e si realizza donando”, ponendola poi in
correlazione con il concetto di tempo “inteso nel senso più profondo come capacità di coniugare presente, futuro e passato” ha introdotto il concetto di libertà, intesa come libertà di scelta “di aprirsi agli altri, a una dimensione nuova che arricchisce”.
Nell’anno in cui si festeggia il centenario della fondazione della sezione reggiana, il past president del Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani (CNGEI), Doriano Guerrieri, ha quindi ricordato i principi che animano il movimento giovanile diffuso a livello mondiale che si basa sul volontariato e svolge un servizio prezioso per i giovani e le Comunità, perché “lo scoutismo ha un ruolo educativo e gli adulti sono al servizio dei giovani in modo libero e disinteressato – ha sottolineato Guerrieri – il dono, in questo caso, non è solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo fa. Il nostro primo obiettivo è formare uomini e donne a diventare portatori di pace, responsabili, capaci e motivati, perché si impara da piccoli a diventare grandi”.
La seconda parte del convegno si è aperta con l’intervento di Anna Magi Ardizzoni, past governor del Distretto Lions 108 Tb, che ha illustrato il concetto di service condiviso dagli oltre 1,3 milioni di Lions che operano in 209 paesi di tutto il mondo. “Il motto dei Lions ‘we serve’ richiama non alla mera beneficenza, ma alla programmazione lungimirante che permette di comprendere i bisogni delle Comunità per farli diventare obiettivo di service. Le nostre radici – ha concluso Magi Ardizzoni – sono ben radicate nelle Comunità in cui operiamo e contribuiamo a migliorarle con l’esempio personale.
“In un periodo di grandi difficoltà come quelle attuali, riscoprire interessi comuni e il significato del dono ci restituisce umanità”. Orazio Cassiani, referente per la Croce Rossa, ha così introdotto un rapido excursus sui principi ispiratori di questa straordinaria organizzazione che agisce a livello internazionale, mentre Giacomo Branchetti, in rappresentanza di Croce Verde Pubblica Assistenza di Reggio Emilia e Albinea, ha illustrato il concetto di formazione al volontariato “inteso non solo come capacità teorica e pratica, ma anche sensibilizzazione alla relazione con le persone che si trovano in una situazione di bisogno e di difficoltà” sottolineando “l’importanza, in momenti così delicati di riuscire a cogliere le necessità relazionali delle persone che trasportiamo”.
Chiaro esempio di vocazione al servizio anche quello illustrato dal dottor Fabrizio Franzini, presidente della Fondazione Guido Franzini, onlus che dal 2008 lavora in collaborazione con la Caritas Diocesana di Reggio Emilia e Guastalla ed il Centro Famiglie Straniere dell’Ausl per dare assistenza sanitaria gratuita a persone indigenti e prive di copertura sanitaria.
“Purtroppo anche a Reggio stanno aumentando le nuove povertà e, attraverso l’aiuto volontario dei medici ed infermieri della Casa di Cura Villa Verde, che ha sempre svolto un’opera di completamento e integrazione con la sanità pubblica, ci proponiamo l’obiettivo di aiutare tutte queste persone bisognose – ha spiegato il dottor Franzini – Reggio Emilia è una città di eccellenza in campo sanitario anche grazie alla ricchezza di tante istituzioni volontarie”.
L’ultima parte del convegno ha lasciato spazio all’emozione con la toccante intervista, condotta dal giornalista Settimo Baisi ad Armando Federico Ceccati, Laura Antinogene ed Enrico Lusuardi, autori del libro autobiografico “Il Trattore e la Carriola. Un cuore per due”. Un libro da leggere tutto d’un fiato che ripercorre
il cammino di Armando verso una nuova vita grazie al cuore donato da Federico Lusuardi, di cui Laura ed Enrico sono i genitori, deceduto in un terribile incidente stradale a soli 25 anni, insieme alla sua ragazza Giulia Tomasi di 21 anni. Giovani vite spezzate, a cui si è riusciti a dare un senso grazie alla donazione estrema degli organi. Armando, trapiantato di cuore, ha scelto di ringraziare Federico facendosi aggiungere il suo nome “perché se oggi sono qui è grazie a lui” e ha concluso il convegno invitando ad essere tutti donatori, secondo il proprio tempo e le proprie possibilità e “se non volete donare per solidarietà, donate almeno per egoismo, perché è l’unico modo per abbattere la morte”.