Le problematiche gastroenterologiche dell’anziano

Sabato 3 dicembre si è tenuto a Villa Verde un convegno su questo tema organizzato dalla dottoressa Carla Bassi e dal dottor Giuliano Bedogni

L’aumento dell’aspettativa di vita (siamo arrivati a circa 85 anni per le donne e a 80 per gli uomini) ha dato vita ad una nuova categoria di malati frequentemente caratterizzati da comorbilità e malattie croniche che pongono seri problemi dal punto di vista sociale e sanitario.

L’invecchiamento è un processo graduale, continuo, eterogeneo, è un fenomeno biologico che induce molteplici modificazioni strutturali a carico di organi, sistemi e apparati e anche l’apparato digerente non ne è esente.

Anche in assenza di specifiche patologie, l’apparato digerente dell’anziano va incontro ad alcune alterazioni caratteristiche specifiche per ogni organo.

Lo stomaco mostra una diminuzione della secrezione gastrica e tendenza all’ipotonia; il duodeno e il pancreas producono meno sostanze ad attività ormonale ed enzimatica; il fegato va incontro ad una significativa diminuzione della riserva funzionale; nell’intestino si osserva un assottigliamento della parete, rarefazione e accorciamento dei villi, diminuzione della motilità con conseguente rallentamento del transito intestinale.

La patologia digestiva dell’anziano presenta differenze notevoli rispetto all’adulto non tanto per la comparsa di forme specifiche né per la modificazione della storia naturale delle malattie, ma per la frequenza delle diverse manifestazioni. Aumentano le forme vascolari, atrofiche, degenerative e tumorali, si riducono quelle funzionali e reattive.

Tutte queste modificazioni si accompagnano ad un’ alimentazione tendenzialmente non completa e scorretta, ad una diminuzione dell’attività fisica e all’uso contemporaneo di più farmaci che sono di solito co-responsabili di numerose malattie a carico dell’apparato digerente.

E’ un fatto che l’incidenza della maggior parte delle malattie gastrointestinali aumenta con l’età.

Tra queste abbiamo i disturbi dell’alvo che sono dovuti sia a modificazioni dello stile di vita e delle abitudini alimentari, ma anche a condizioni fisiche e funzionali quali la precarietà della dentatura e la masticazione inadeguata, la fisiologica ipotonia intestinale spesso aggravata dall’uso/abuso di farmaci (in primo luogo i lassativi) e numerose malattie gastrointestinali tra le quali cito la malattia diverticolare che colpisce fino al 70% della popolazione con più di 80 anni.

Altre patologie più frequenti nell’anziano rispetto all’adulto sono le gastriti, dovute spesso all’uso di farmaci (fans in primis)senza una corretta gastroprotezione , la steatosi epatica, la calcolosi della colecisti che colpisce circa il 30% della popolazione sopra i 70 anni, le occlusioni intestinali e le neoplasie.

La diagnosi, soprattutto quella precoce, può risultare più difficile nell’anziano per la presenza di una sintomatologia spesso sfumata e quadri clinici complicati dalla contemporanea presenza di più patologie. Nella diagnosi precoce e nella prevenzione di possibili complicanze rivestono un ruolo importantissimo i programmi di prevenzione primaria e secondaria, in particolar modo le vaccinazioni e gli screening.

Il soggetto anziano richiede un approccio diagnostico e terapeutico altamente personalizzato. Lo scopo terapeutico non è sempre la guarigione completa bensì il miglioramento della qualità di vita. Si imposta quindi spesso un trattamento indirizzato al mantenimento delle capacità residue, orientato sulla multidimensionalitá e di tipo multidisciplinare, motivo per cui occorre il coinvolgimento di più professionisti sia nell’ambito ospedaliero sia nell’ambito territoriale.

Proprio per questo la Casa di Cura Villa Verde ha organizzato un convegno su questi temi. Grazie all’intervento di numerosi relatori tra cui la Dottoressa Carla Bassi, Responsabile del reparto di Medicina Lungodegenza della Casa di Cura, e del dottor Giuliano Bedogni, uno dei massimi esperti della materia, si è dato all’ascoltatore una visione a 360 gradi su queste problematiche, per un approccio comune e multidisciplinare finalizzato alla prevenzione e cura di queste complicate patologie.

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