Occhi arrossati: la congiuntivite e la blefarite

Intervista al dottor Alireza Janjani

Avere l’occhio rosso è la condizione oculare più comune e trattate in tutte l’età, da bambini fino agli anziani. A chi non è mai capitato di avere almeno una volta un occhio rosso?

Dottor Janjani, ma cosa significa avere l’occhio rosso? E come e quando va trattato?
L’arrossamento oculare è dovuto ad uno stato infiammatorio della congiuntiva, quel tessuto trasparente che ricopre la superficie bianca dell’occhio e quella interna delle palpebre. Quando la congiuntiva è in stato di salute, è ben trasparente e lascia ben trasparire la superficie bianca sottostante, la sclera; quando invece si trova in uno stato infiammatorio, i vasi che la percorrono diventano più visibili. Questo stato viene detto congiuntivite. I suoi sintomi più comuni sono prurito, brucione, pizzicore, dolenzia, sensazione di corpo estraneo, chemosi congiuntivale (gonfiore), sensibilità alla luce, aumento volume dei linfonodi difronte l’orecchio omolaterale.
Spesso alla congiuntivite è associato un aumento di lacrimazione e di secrezione di materiale giallastro che talvolta al mattino può causare difficoltà nell’aprire gli occhi.

Ma quale è la causa della congiuntivite?
In genere è causata da una infezione di origine batterica o virale, oppure ancora può essere dovuta ad una reazione allergica o esposizione ad agenti irritanti.
Capire quale sia la causa esatta non è sempre così semplice perché in genere i sintomi sono simili per cause disparate tra di loro.
Le congiuntiviti batteriche sono in genere causate da batteri come staffilocochi o streptocochi e sono frequenti nei bambini.
Le congiuntiviti virali più importanti sono causate invece da adenovirus o herpes virus oppure talvolta sono associati ad infezioni delle alte vie respiratorie e sono spesso bilaterali.
Le congiuntiviti causate da agenti irritanti talvolta possono essere causate anche da uso improprio di lenti a contatto o dai liquidi utilizzati per le stesse.
Ci sono poi le congiuntiviti allergiche, ovviamente dovute ad una nostra esposizione ad un agente per noi allergizzante e tendono a manifestarsi in entrambi gli occhi, così come le virali.

Come vengono diagnosticate e trattate?
Come accennato prima la diagnosi in base ai segni e sintomi non è così semplice. Può essere invece di aiuto un vostro racconto sul momento di insorgenza dell’infiammazione: se siete stati a contatto con un’altra persona affetta da congiuntivite, se avete toccato l’occhio accidentalmente con qualcosa di irritante, oppure ancora se siete dei soggetti allergici.
Comunemente si pensa che una congiuntivite vada trattata con antibiotico e/o cortisone. Non è sempre così, anzi spesso non vanno trattate affatto e sono destinate a regredire spontaneamente.
Anche le congiuntiviti virali spesso non vanno trattate, anche se tendono a regredire in tempi più lenti (anche fino 2 settimane). Solo i casi più gravi vanno trattati con antivirali specifici opportunamente scelti dopo i risultati degli esami di laboratorio.
La diagnosi di congiuntiviti allergiche in genere è fatta perché è il paziente stesso a manifestare la presenza di altri sintomi allergici. Come potrete immaginare, l’allontanamento dell’agente a cui siamo allergici provoca una regressione dei sintomi. Quando questo non è sufficiente oppure l’agente non può essere evitato si può ricorrere a colliri antiallergici che vanno scelti e prescritti dal vostro oculista.
Le congiuntiviti batteriche tendono a comparire in un solo occhio e a differenza delle virali in genere non sono accompagnati da sintomi delle vie respiratorie, ma da infezione all’orecchio.
È buona norma evitare che avvenga il contagio dell’altro occhio poi, se la congiuntivite non è severa in genere non è necessario far nulla. Se è in uno stadio moderato l’uso di antibiotici può accelerare la regressione dell’infiammazione e dei sintomi. Se è in uno stadio severo invece è importante provvedere alla terapia medica con antibiotici opportunamente scelti dopo un esame di laboratorio che permetta di diagnosticare il batterio causa della congiuntivite.

E’ possibile prevenire il contagio?
Non è possibile proteggersi del tutto dall’insorgenza della congiuntivite, ci sono però degli accorgimenti che possono limitare la possibilità di essere contagiati: se sapete di essere a contatto con qualcuno affetto da congiuntivite di origine virale o batterica o se voi stessi ne siete affetti e volete evitare di contagiare i vostri cari, lavate sempre bene le mani con il sapone, evitate di condividere federe o asciugamani, con utilizzate gli stessi colliri o liquidi per le lenti a contatto. Se voi stessi avete l’infiammazione in un occhio evitate di toccare l’altro occhio, evitate il può possibile l’uso delle lenti a contatto ed anche di utilizzare i trucchi nel periodo dell’infiammazione.

Infine è doveroso fare un ultimo accenno ad un’altra condizione infiammatoria oculare che spesso, ma non sempre, è associata alla congiuntivite: la blefarite.
Con il termine blefarite intendiamo genericamente una infiammazione della palpebre. Solitamente in fase acuta la palpebra si presenta rossa, dolente è gonfia, con nei casi più acuti difficoltà ad aprire bene l’occhio.
Normalmente tutti questi sintomi tendono a regredire spontaneamente o con l’aiuto di farmaci opportunamente scelti dal medico. L’aspetto negativo di questo genere di infiammazione è invece il fatto che questi stadi tendono a recidivare tornando spesso a farci risentire il fastidio dell’infiammazione.

Cosa causa la blefarite?
Le cause possono essere di più tipi, generalizzando però possiamo dire che quando è la parte esterna della palpebra ad essere infiammata, la causa è di origine batterica o da contatto con polvere.
In questi casi oltre alla eventuale terapia locale, l’allontanamento dalle cause infiammatorie provoca un miglioramento della sintomatologia molto più rapido.
Quando è la superficie interna della palpebra ad essere infiammata invece, è probabilmente una infiammazione delle ghiandole di Meibomio a causare una infiammazione della palpebra stessa.
In entrambi i casi per accelerare la guarigione è necessaria una accurata pulizia delle palpebre con degli appositi shampoo palpebrali, ma anche degli impacchi di acqua calda periodicamente durante la giornata aiutano a migliorare la condizione infiammatoria.

Concludendo, la cosa più importante nei casi di congiuntivite e blefarite è contattare il proprio oculista, il quale potrà consigliavi la cura più adatta a voi, se davvero essere necessaria, e soprattutto potrà consigliarvi quali possono essere le possibili cause di infiammazione in maniera da ridurre al minimo l’esposizione vostra e dei vostri cari per evitare il contagio.

Lascia un commento

5 − due =