Come ci si può prendere cura di chi ha dolore?

Ogni giorno in ospedale, ci troviamo ad avere a che fare con il dolore e la sofferenza dei pazienti. Il dolore è una esperienza sensoriale, espressione di un malessere localizzato ed al tempo stesso generalizzato. Manifestazione di un evento spiacevole, che rimane impresso nella memoria. Spesso al dolore fisico si associa quello psico-somatico. E’ misurabile, ma difficilmente standardizzabile. Se pensiamo come nel tempo è cambiato il valore attribuito al dolore e alle sue declinazioni, non dobbiamo fermarci ad una valutazione superficiale: ogni individuo vive il dolore in modo diverso; per tale motivo ognuno va considerato nella sua visione totalitaria: corpo, mente e spirito.

Perché è importante porsi in condizione di ascolto?

L’ascolto degli ammalati è di fondamentale importanza per capire qual è la dimensione del dolore, la sua sopportabilità, i risvolti emotivi e relazionali e per decidere il tipo di trattamento. Il dolore infatti si può considerare una malattia nella malattia in quanto peggiora la vita della persona ammalata con effetti negativi sia sul piano fisico, psicologico e relazionale.

A Villa Verde è stato istituito un comitato del “dolore”. Qual è la sua funzione?

Il comitato aziendale, che aderisce al progetto “OSPEDALE TERRITORIO SENZA DOLORE”, tratta i temi riguardanti il dolore e il buon utilizzo dei farmaci antidolorifici, con l’obbiettivo di migliorare l’assistenza del paziente con una corretta rilevazione ed un adeguato trattamento del dolore, attraverso la definizione di indicazioni di comportamento che siano:

omogenee e condivise fra gli operatori
in linea con i dati di letteratura scientifica e EBM
applicabili nella peculiarità del contesto lavorativo
Molta attenzione viene data anche all’ “uso dell’arte” come fonte di sollievo, perché questo accostamento?

Diversi studi di demoetnoantropologia mettono in relazione l’arte come strumento utile ad esprimere la sofferenza e attraverso di essa trarne sollievo. L’arte ci pone in condizione di ascolto. Illustri sconosciuti s’ incontrano senza interessi in gioco, senza secondi fini, perché vogliono stringersi la mano e creare un pò di bellezza, colore, sorriso da contrapporre in qualche modo alla sofferenza, al disagio, all’ angoscia. La “terapia artistica” è un ottimo strumento da affiancare all’assistenza professionale per mettere al centro la complessa realtà bio-psico-socio-spirituale delle persone sofferenti.

Per questo motivo già da due anni, in occasione della Giornata Nazionale del Sollievo, viene organizzata una conferenza a Villa Verde su questi temi proprio per diffondere presso l’opinione pubblica e gli operatori sanitari la cultura del sollievo dal dolore e dalla sofferenza nei percorsi di cura.

Perché dedicare una giornata di formazione a questi temi?

La formazione è quello strumento che ti permette di guardare oltre, di acquisire e sviluppare quelle caratteristiche necessarie ed utili alla professione di cura. Dedicare un momento di riflessione su questi temi, rappresenta quel valore aggiunto che deve stimolare costantemente alla riflessione su come possiamo ogni giorno utilizzare le nostre conoscenze per sostenere chi si affida a noi. L’arte può rappresentare quella guida che rompe gli schemi consueti per costruire un nuovo sistema utile a sostenere il processo di cura. Questi strumenti sono utili non solo a sostenere gli altri, ma aiutano anche i professionisti sanitari a superare “i momenti difficili” che si presentano durante il percorso professionale.

Ogni giorno si presentano nuove sfide e in cuor tuo ti chiedi…cosa posso fare?

Poi pensi a tutte le esperienze che hai vissuto e naturalmente rispondi: “posso farlo!” … grazie anche alle persone che ti hanno aiutato a crescere con le loro esperienza di vita. Io sono fortunato perché nel mio percorso professionale e di vita ho incontrato tante persone che mi hanno arricchito donandomi le loro esperienze!

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